E’ di dovere…qualche precisazione…

“Come l’acqua”.

(Se avrete la pazienza di leggere fino alla fine questa pagina, sarete premiati e capirete il senso del sottotitolo)

Questo blog nasce dalla mia iscrizione nel mese di dicembre 2012 ( ebbene sì, a 42 anni) all’Università IUL (Scienze della formazione- Metodi e tecniche dell’intervento educativo) e al programma di insegnamenti che prevede ” un laboratorio informatico”.              (Andreas e Claude ci hanno permesso di accedere a “competenze” (il blog stesso , lo studio di codici, le fonti, i Social Network, l’aggregatore, …), ma soprattutto di sperimentarle a modo nostro, di non “sapere” da subito come utilizzarle, di “farle nostre” fino al punto di poterne parlare con spirito critico…

 Chi mi conosce direbbe: ” Errica ?  Lei, l’inguaribile “paladina” del “valore delle parole”, del confrontarsi “Cheek to Cheek” , del mutuo-aiuto, dell’impegno nel volontariato …non si può credere nemmeno che abbia un profilo Twitter!  (Perdita di tempo!!)

Ed ecco allora che inizio a precisare (e non per giustificare il cambio di rotta!): non è una “perdita di identità” da parte mia, ma un “percorso personale” nel mondo della “Scuola” (che per me ha ancora la S maiuscola) , un percorso di 22 anni, connotato da sempre di entusiasmo, di senso di responsabilità, di formazione (ma non universitaria), di criticità, povertà di risorse e di coraggio. Da qualche tempo, però, la sensazione dominante era “il dover agire” su due fronti fondamentali:

  • comprendere , padroneggiare meglio, utilizzare, proporre “le nuove possibilità” agli alunni (generazione web 2.0?) per capire meglio anche loro..
  • “fare qualcosa” contro quell’opinione pubblica stereotipata del “dipendente statale” che non mi ha mai calzato, ma che inizia a darmi nausea… ( Un insegnante statale in ruolo, funzione strumentale in sostegno agli alunni, 42 anni e 22 di lavoro: “posto fisso?” Perchè riprende a studiare, senza neanche chiedere le 150 ore studio, e sceglie proprio una strada che implica “insegnamenti” che non le sono mai stati “propri”?) – Ho avuto paura, a volte ho fatto fatica ad imparare e testarda come sono ho svolto tutte le attività e, posso dire, mi sono anche appassionata!!!

Perchè ? C’è chi già l’ha scritto, con parole che condivido e non sarei in grado di trovarne di migliori.  “Come l’acqua”  è il titolo di un articolo comparso qualche tempo fa su un giornale di tiratura nazionale:

“Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. sapevamo di inserirla in una realtà problematica, ma era proprio quello il motivo della scelta. un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito  come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa, per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti; è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica. Li ho visti i Paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che cosa serve sapere tre lingue se non sai confrontarti con chi è diverso da te. “Inculcare?” Perchè usare un termine come inculcare? Perchè offendere gli insegnanti? Perchè demotivarli? Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più. La scuola pubblica è una conquista, è come l’acqua che sgorga dal rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce, ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali! la scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. In quanto idea e poi proprio in quanto scuola, bisogna amarla ed esserne fieri.

(Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti)

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7 thoughts on “E’ di dovere…qualche precisazione…

  1. Da quando abbiamo iniziato questo per-corso ogni mattina mi alzo con la curiosità bambina di andare ad aprire il pc e scoprire nuovi messaggi da compagni tanto lontani eppure così vicini; è come se ogni mattina fosse Natale e scoprissi qualche nuovo regalo sotto l’albero (ovviamente tutti noisappiamo che Babbo natale esiste e non ci vergognamo di crederci ancora). Non trovo parole differenti per esprimere la mia vicinanza a quello che hai scritto, l’articolo di Jovanotti poi è stato il più bel regalo degli ultimi dieci anni (l’unica persona per la quale lascerei casa e alvoro 😉 )Ma , battutte a parte, ogni volta che trovo materiale umano così profondo sul quale riflettere sono orgogliosa di far parte di questa categoria e ringrazio il destino di mettere queste persone sulla mia strada per condividere la forza e l’entusiasmo con cui svolgo questo lavoro. Ci tengo ad usare la parola lavoro e non me ne vergogno perché se è vero che per svolgerlo ci vuole entusiasmo, volontà, sensibilità e responsabilità sempe di lavoro si tratta e ci deve ssere riconosciuto. Troppo spesso l’opinione pubblica ci mette alla gogna per i diritti che rivendichiamo come dire “fai quello che ti piace? cosa vuoi di più, queste sono le condizioni!” Allora mettiamoci il cuore e l’anima, l’impegno per fare più di quello che ci è richiesto (anch’io 38 anni di ruolo da 8, f.s. sostegno agli alunni e tre figli che chiederebbero maggiore presenza) ma non ci svendiamo, facciamo sapere al mondo quello che facciamo e difendiamo con i fatti la scuola Pubblica e i nostri diritti. Fra breve il nostro per-corso terminerà ma le relazioni, anche quelle cibernetiche, sono sicura che potranno solo rafforzarsi perciò ti lascio, perché ho ancora linguistica in sospeso e rimando queste riflessioni a presto. Buona giornata Collega!!!

    • Ho aspettato tanto tempo a scrivere questo post : avevo timore di non mandare il giusto messaggio e non volevo cadere in deviazioni politiche o autocommiserazioni. Ti devo ringraziare, mi hai riempito il cuore! A presto!

  2. È così bello questo post che non trovavo le parole adatte, e non le trovo. I fin dei conti sono solo un professorino di informatica. Però così qualcosa ho detto, ecco…

  3. Sì Errica, è proprio bello il tuo post, riempie il cuore di gioia, ti fa sentire orgogliosa di essere un’insegnante. Cara Lisa sono sicura che i nostri legami cyberspaziali non si interromperanno e sapranno scaldarci l’ANIMA anche a distanza.

  4. Io Errica ho lavorato 19 anni in una scuola privata, dopo mi sono lasciata tutto alle spalle e ho ricominciato facendo supplenze nella scuola pubblica,girando tante scuole, quindi io conosco bene entrambe le realtà e amo la scuola pubblica perchè per alcuni è l’unica opportunità che la vita gli offre. Noi spesso nn ci rendiamo conto, ma il nostro atteggiamento, indipendentemente da quello che ci proponiamo di insegnare, segna delle vite, un “in…segnante” attraversa le vite degli altri e può decidere di essere invisibile o lasciare il segno. Nella scuola privata, tu paghi e costruiscono per te un paradiso dorato, protetto, dove nn entra la “diversità”, non ci sono extracomunitari,nn ci sono rom, non ci sono nemmeno bambini con handicap, sai perchè Errica? perchè come mi disse un mio Direttore, riferendosi ad una bambina di prima a cui avevano diagnosticato dei problemi di ritardo: – Mi dispiace Laura, ma noi nn siamo attrezzati per queste cose, dobbiamo dire alla famiglia di trovarsi una scuola diversa!
    Però a molti genitori la scuola privata serve per scaricarsi le coscienze, per non avere problemi, perchè il problema nn deve essere previsto dove tu paghi. Sì la scuola pubblica è un bene che va difeso, anche se a volte mi sento scoraggiata e nn riesco a capire come, senza nessun tipo di fondo, abbandonata all’iniziativa individuale, poi però guardo i miei bambini e mi dico che sono il mio futuro e io ho la responsabilità di essere al loro fianco, perchè io l’ho scelto e allora… mi rimetto in trincea.
    E’ bellissima la frase “.C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati.” Grazie Errica.

  5. Ci è stato suggerito dal prof di leggere il tuo post. Così eccomi qui:posso solo condividere a pieno quello che hai scritto ( sul valore della Scuola pubblica) e sapere che ci sono altre…come me.Io di anni ne ho qualcuno di più (48…) sono di ruolo dal 1985…una vita fa. Da quando ho iniziato questo corso è come se la mia fissità rispetto a certi atteggiamenti e comportamenti…si stesse pian piano sciogliendo…era quello che volevo! Poi vuoi mettere…rimettersi a studiare… con un’altra matricola in casa (mio figlio ha iniziato la facoltà di medicina) e magari provare a dare l’esempio (che è sempre la cosa migliore) anche all’altro figlio 17 enne un po’ svogliato! Che bello!
    @ Lisa non ti preoccupare per i figli è l’esempio che conta!!!
    A presto Roberta

  6. Ogni volta che mi trovo a parlare con colleghe che hanno avuto la fortuna di lavorare nella scuola qualche anno prima di me (i mitici anni 70 fino all’80) dico sempre che loro hanno conosciuto la bella scuola, quella delle sperimentazioni dei “fatti” concreti non quelle dei Pof dove più si scrive e meno si fa, quella che io sto ancora aspettando…ma mi impegno tanto perché si realizzi prima o poi. notte sognando una scuola possibile, diversa da quella che ci vogliono far intendere…

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